Martedì, il diplomatico cinese Fu Cong ha dichiarato che le azioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non devono fornire una "licenza per l'uso della forza", tanto meno esacerbare le tensioni e "gettare benzina sul fuoco".

Martedì, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha approvato una risoluzione che "sosteneva fortemente" gli Stati che utilizzano le rotte marittime commerciali nello Stretto di Hormuz per coordinare attività difensive al fine di garantire la navigazione sicura, compreso l'escorta delle navi mercantili.

Undici membri del Consiglio di Sicurezza hanno votato a favore della risoluzione, mentre Cina e Russia si sono opposte, mentre Colombia e Pakistan si sono astenute.

Nella sua spiegazione sul voto cinese, Fu Cong ha affermato che il conflitto in Iran e le sue conseguenze continuano a danneggiare gravemente la stabilità regionale e globale, a impattare sull'economia mondiale e a causare crescenti disagi.

Ha aggiunto che il Consiglio di Sicurezza non dovrebbe affrettarsi a votare una risoluzione in una situazione in cui esistono serie preoccupazioni da parte dei membri.

Secondo lui, Stati Uniti e Israele, senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza e durante i negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti, hanno condotto attacchi militari contro l'Iran, in violazione della Carta delle Nazioni Unite.

Fu Cong ha inoltre avvertito che l'approvazione della risoluzione invierebbe un "segnale estremamente negativo" e avrebbe gravi conseguenze.

Dopo il voto, in un'intervista rilasciata a CMG, ha sottolineato che la risoluzione non era equilibrata e ignorava le cause principali del conflitto.

Ha aggiunto che, secondo la Cina, la causa principale delle interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz sono le "azioni militari illegali degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran".

La Cina ha anche invitato gli Stati Uniti e Israele a cessare immediatamente tali azioni e l'Iran a interrompere gli attacchi alle strutture nel Golfo Persico e a riprendere il dialogo.

Sia la Russia che l'Iran, nelle loro dichiarazioni, hanno criticato la risoluzione definendola sbilanciata e accusatoria nei confronti della parte sbagliata del conflitto.

CMG