Jim Rickards è un importante economista, avvocato e autore di bestseller americano, noto per la sua competenza in materia di finanza globale e politica monetaria. Nel corso della sua carriera, Rickards ha collaborato con importanti istituzioni finanziarie, ha fornito consulenza ad agenzie governative statunitensi e ha condiviso le sue conoscenze attraverso bestseller e importanti piattaforme mediatiche. In questa intervista a Daniela Cambone, durante il symposium Rule, Jim Rickards spiega perché sostiene i dazi come strumento di progresso economico, mette in discussione i principi generalmente accettati del libero scambio e offre la sua prospettiva sulla dinamica delle valute.

Rickards inizia mettendo in discussione l'assunto comune secondo cui i dazi causano automaticamente l'inflazione aumentando i prezzi al consumo. Secondo lui, i costi dei dazi non devono necessariamente gravare sul consumatore finale. Invece, possono essere distribuiti tra le diverse parti della catena di approvvigionamento, dai produttori (ad esempio, i produttori cinesi) agli importatori (ad esempio, le grandi catene di vendita al dettaglio americane). Rickards sostiene che i consumatori americani sono già "sopraffatti" e si trovano ad affrontare spese crescenti, un aumento del debito e tassi di interesse più elevati.

Pertanto, le aziende non possono semplicemente trasferire i costi associati ai dazi sui consumatori, rischiando di subire un calo delle vendite. Di conseguenza, le tasse o i dazi aggiuntivi vengono spesso negoziati e assorbiti nella catena di distribuzione, piuttosto che essere direttamente trasferiti al consumatore medio.

Un altro aspetto dell'argomentazione di Rickards è che i dazi un tempo costituivano un pilastro fondamentale del modello di entrate del governo americano prima dell'introduzione dell'imposta sul reddito federale nel 1913. Nel XIX e all'inizio del XX secolo, il bilancio federale, gli investimenti in infrastrutture e le spese per la difesa nazionale erano finanziati in gran parte attraverso i dazi doganali. Jim Rickards sottolinea come questo sistema, sostenuto da una solida crescita industriale e da innovazioni, abbia portato gli Stati Uniti a una posizione di leadership nell'economia mondiale, senza la necessità di un'imposta sul reddito.

Secondo lui, esempi moderni possono essere trovati nelle politiche che incentivano i produttori stranieri a stabilire la produzione all'interno degli Stati Uniti, evitando così i dazi, creando posti di lavoro in patria e stimolando gli investimenti nelle economie locali.

Rickards critica anche il principio dei "vantaggi comparativi", che è alla base della maggior parte delle politiche di libero scambio fin dai tempi dell'economista del XIX secolo David Ricardo. Jim Rickards sostiene che i cambiamenti politici e tecnologici hanno permesso a paesi come Taiwan, la Cina e altri importanti esportatori di creare nuovi vantaggi competitivi praticamente da zero. Poiché i fattori di produzione sono diventati più mobili, dal lavoro al capitale, fino alle tecnologie e alle risorse, è convinto che l'adesione ai concetti di "vantaggio comparativo" presenti nei libri di testo sia "assurda nell'odierna economia globalizzata in continua evoluzione". Al contrario, Rickards sostiene che l'uso mirato dei dazi può aiutare a sostenere l'industria nazionale, attrarre investimenti e stimolare una nuova crescita economica.

Per quanto riguarda le politiche, Jim Rickards afferma che l'amministrazione Trump ha utilizzato (e potrebbe continuare a utilizzare) strategie strettamente coordinate volte a ridurre il valore del dollaro e ad aumentare la competitività delle esportazioni americane. Le ampiamente riportate notizie sul "caos" nella Casa Bianca di Trump, secondo lui, sono in parte dovute a un ambiente mediatico ostile nei confronti dell'amministrazione Trump.

"Jim Rickards sostiene inoltre che le apparentemente caotiche dichiarazioni relative a dazi e commercio riflettono un piano più dettagliato, il cui obiettivo è proteggere i settori strategici degli Stati Uniti, generare entrate e promuovere una crescita a lungo termine." "Jim Rickards sottolinea i precedenti storici di questo approccio. Nel 1971, l'amministrazione Nixon organizzò la cosiddetta "Accordo di Smithson" per la svalutazione del dollaro, e successivamente, nel 1974, negoziò l'"accordo petrolifero" con l'Arabia Saudita. Nel 1985, il segretario del Tesoro James Baker mediò l'"Accordo del Plaza", che svalutò nuovamente il dollaro in un'azione congiunta con altre importanti banche centrali. Rickards evidenzia che, ripetutamente, quando il governo americano ha voluto aumentare la competitività, è intervenuto per indebolire il dollaro o imporre dazi (o entrambe le cose)." "Jim Rickards ritiene che, nel contesto attuale, gli Stati Uniti siano pronti per una nuova fase di ripresa industriale, sostenuta da dazi e da una politica monetaria controllata. Egli vede un'intenzionale spinta alla rilocalizzazione della produzione, con ingenti investimenti in settori critici come i semiconduttori. Rickards aggiunge che questi progetti ad alta intensità di capitale creano posti di lavoro ben retribuiti, stimolano la domanda dei consumatori e creano per l'economia ciò che definisce un "circolo virtuoso"." Inoltre, prevede che il prezzo dell'oro continuerà a salire nell'ambito di questa politica, in parte a causa del fatto che il Dipartimento del Tesoro americano sta creando un dollaro più debole. "L'intervista di Jim Rickards a Daniela Cambone offre infine una prospettiva alternativa alla narrazione ampiamente accettata del libero scambio. Sebbene Rickards riconosca che la sua posizione favorevole ai dazi è in contrasto con la dottrina economica standard, cita anche esempi storici che supportano le sue argomentazioni, secondo cui i dazi, supportati da una politica monetaria controllata, si sono dimostrati efficaci nel promuovere la crescita economica negli Stati Uniti. Le sue osservazioni provocatorie invitano i responsabili politici e il pubblico a riconsiderare le proprie ipotesi sul commercio, la globalizzazione e i modi per creare una prosperità duratura." "Jim Rickards, Perché i dazi funzionano e la bugia che ci è stata raccontata per 50 anni" "YouTube/gnews.cz - GH"