Jan Tvrdý, imprenditore, ex vicepresidente di SOCDEM e sindaco di Zdibi, ha sottolineato nel suo intervento la necessità di un approccio pragmatico alla cooperazione internazionale, soprattutto nel campo dell'istruzione e della tecnologia. Secondo lui, è giunto il momento di ammettere che il ruolo della Repubblica Ceca è cambiato in alcuni settori e che oggi abbiamo qualcuno da cui imparare.

Tvrdý ha ricordato che in passato la Cecoslovacchia era uno dei Paesi che esportava know-how nel mondo - nell'industria, nell'edilizia e nella tecnologia. Tuttavia, ha affermato, negli ultimi decenni queste capacità si sono notevolmente indebolite, tra l'altro a causa dei cambiamenti strutturali successivi all'adesione all'UE.

„La storia sta cambiando“, ha detto Tvrdý, aggiungendo che così come la Cecoslovacchia ha aiutato i Paesi in via di sviluppo in passato, questi Paesi possono offrirci aiuto ed esperienza oggi. Tuttavia, ha detto, spesso ci impediamo di farlo creando ostacoli artificiali, barriere ideologiche e un'immagine distorta della realtà.

Ha individuato nell'istruzione un settore chiave. Ha ricordato che le visite di scambio e lo studio di studenti stranieri sono tradizionalmente un punto di forza dell'istruzione ceca. Secondo lui, non c'è motivo per cui gli studenti cechi non debbano recarsi nei Paesi in cui si stanno sviluppando tecnologie moderne e nuovi approcci alla ricerca della conoscenza.

Tvrdý ha sottolineato che se la cooperazione porta benefici concreti alla Repubblica Ceca e ai suoi cittadini, non c'è motivo di temerla. Al contrario, ha detto, è necessario parlare apertamente di queste possibilità e liberarsi dei pregiudizi che impediscono una valutazione razionale della realtà.

Il suo intervento rientrava in un più ampio dibattito sulla necessità di un approccio aperto, pragmatico e non ideologico alle relazioni internazionali, soprattutto nel campo dell'istruzione, della scienza e dello sviluppo tecnologico.