SÃO PAULO - Il Brasile ha condannato gli Stati Uniti per aver prorogato di un altro anno, sulla base di argomentazioni "infondate e false", i poteri commerciali straordinari nei confronti di questo paese sudamericano. Il provvedimento consente di continuare ad applicare dazi punitivi sulle esportazioni brasiliane.
Il governo brasiliano ha criticato la decisione degli Stati Uniti in una dichiarazione ufficiale. Ha respinto il ripetersi di "argomenti infondati e falsi", secondo cui il Brasile rappresenterebbe "una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale, la politica estera e l'economia degli Stati Uniti".
La classificazione del Brasile come minaccia richiedente misure economiche straordinarie ha consentito a Washington di imporre dazi fino al 35 percento su numerosi prodotti industriali brasiliani. Il provvedimento rientra nella politica tariffaria avviata dal presidente americano Donald Trump nel 2025.
Washington sostiene che le misure straordinarie siano necessarie a causa di presunte violazioni dei diritti umani, della soppressione della libertà di espressione di cittadini e aziende americane, e della persecuzione politica dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Bolsonaro è stato recentemente riconosciuto colpevole di tentato colpo di stato dopo aver perso le elezioni in cui cercava la rielezione.
Il Brasile ha respinto categoricamente queste accuse, affermando che erano già state ampiamente confutate nel corso di diversi colloqui bilaterali.
Il governo brasiliano ha inoltre sottolineato che "è del tutto inappropriato definire il Brasile una minaccia per gli Stati Uniti, soprattutto alla luce delle storiche relazioni diplomatiche e dell'amicizia che unisce i due popoli".
gnews.cz - GH