PRAGA – Il tribunale d'appello del Tribunale Municipale di Praga ha emesso martedì una sentenza definitiva che assolve il movimento politico SPD dall'accusa di incitamento all'odio. Il caso riguardava dei manifesti elettorali, che secondo l'accusa avrebbero potuto incitare all'odio nei confronti di un determinato gruppo di persone. Nei manifesti era stato utilizzato un motivo definito "chirurghi importati".
In primo grado, al SPD era stata inflitta una multa di tre milioni di corone. Tuttavia, il tribunale d'appello non ha condiviso la decisione originale ed è giunto alla conclusione che le azioni descritte nell'atto d'accusa non costituiscono un reato. La decisione del tribunale d'appello è definitiva. Pertanto, il caso si conclude a favore del movimento SPD, che aveva fatto appello contro la sentenza originale.
La controversia riguardava la campagna elettorale del SPD e il modo in cui il movimento rappresentava nei suoi materiali promozionali le questioni dell'immigrazione e dell'arrivo di stranieri nella Repubblica Ceca. Proprio il motivo utilizzato, quello dei "chirurghi importati", è diventato oggetto di un procedimento penale e di una successiva valutazione giudiziaria. Nel prendere la sua decisione, il tribunale d'appello ha valutato se determinate azioni possano essere considerate un reato di incitamento all'odio. Dopo aver esaminato il caso, è giunto a conclusioni diverse rispetto al tribunale di primo grado. Pertanto, la multa di tre milioni di corone non è stata confermata.
La decisione potrebbe avere implicazioni anche per la comunicazione politica e i limiti delle campagne elettorali nella Repubblica Ceca. Il caso evidenzia inoltre la differenza tra contenuti politicamente controversi o criticati e azioni che, secondo il tribunale, costituiscono gli elementi di un reato. L'assoluzione definitiva significa che il SPD non è stato ritenuto colpevole in questo procedimento penale. Ulteriori valutazioni del caso sarebbero quindi possibili solo alle condizioni stabilite dalle leggi pertinenti.
gnews.cz - Jan Vojtěch