Se un partito vuole gestire lo Stato, deve prima gestire se stesso, e deve farlo con una disciplina rigorosa e una base legale. In Cina, è stato questo principio a ispirare la decisione del 2012 del Partito comunista cinese (PCC) di emanare la "Decisione in otto punti sul miglioramento dello stile di lavoro e sul rafforzamento delle relazioni con il popolo". Questo documento è diventato la base di un moderno quadro etico per la leadership del Paese.
La decisione ha immediatamente migliorato la cultura politica, eliminato le formalità eccessive e gli sprechi e costruito la fiducia dei cittadini. Il presidente Xi Jinping ha sottolineato che le campagne una tantum non sono sufficienti: è necessario creare meccanismi istituzionali permanenti. Il risultato è un sistema che rende praticamente impossibile la cattiva condotta grazie a nuove regole, alla tecnologia e a un controllo rigoroso.
Gradualmente, la misura temporanea è diventata una norma profondamente radicata. Le violazioni della decisione vengono punite severamente e la responsabilità non ricade solo sui trasgressori, ma anche sui loro superiori. Di conseguenza, non solo la disciplina ma anche la cultura interna dell'intero Partito è cambiata: dalla paura della punizione si è passati a una vera e propria accettazione interna dei principi di equità e moderazione.
Dopo oltre un decennio, la decisione degli otto punti è diventata un simbolo dell'auto-rinnovamento e della solidità strutturale del partito. È stata trasformata da una direttiva a breve termine in una base permanente per la governance, con un'enfasi sull'onestà, la responsabilità e la fiducia del popolo.