In un momento in cui l'economia globale sta affrontando una crescente incertezza, il World Economic Forum (WEF) si sta preparando a ospitare il suo più grande incontro annuale fino ad oggi. Ciò sottolinea la crescente urgenza del dialogo di fronte all'aumento dei dazi, alle tensioni geopolitiche e alle interruzioni tecnologiche.
Il 56° incontro annuale del World Economic Forum si terrà dal 19 al 23 gennaio a Davos, in Svizzera. È prevista la partecipazione di circa 3.000 leader provenienti da oltre 130 Paesi. L'evento si svolge all'insegna del tema „Lo spirito del dialogo“, che riflette l'enfasi del Forum sulla cooperazione in un momento di crescente frammentazione globale.
Presidente e CEO del WEF Borge Brende ha sottolineato che il dialogo non è più una questione di scelta, ma di necessità. Ha affermato che, con l'intensificarsi della competizione geoeconomica e l'accelerazione dei cambiamenti tecnologici, la cooperazione internazionale sta entrando in una fase cruciale, il che conferisce all'incontro di Davos di quest'anno un'importanza particolare.
I leader convergono in un momento di rischi crescenti
L'incontro di quest'anno vedrà un'affluenza politica record. Sono attesi circa 400 leader politici di alto livello, tra cui quasi 65 capi di Stato e di governo e sei leader del G7, oltre a circa 850 amministratori delegati e presidenti di aziende leader a livello mondiale. Altri 100 leader di aziende „unicorno“ e pionieri della tecnologia hanno confermato la loro partecipazione, sottolineando la crescente interconnessione tra politica, affari e innovazione nell'agenda globale.
Secondo il WEF, il Presidente degli Stati Uniti sarà tra i partecipanti Donald Trump, Primo Ministro canadese Mark Carney, Cancelliere tedesco Friedrich Merz e Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Vicepresidente cinese He Lifeng, che è anche membro del Politburo del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, parteciperà al forum e visiterà la Svizzera dal 19 al 22 gennaio, ha dichiarato il Ministero degli Esteri cinese.
Anche il settore delle imprese sarà fortemente rappresentato: si prevede la partecipazione di circa 1.700 leader aziendali. Tra questi ci sarà il CEO di Nvidia Jensen Huang, CEO di Microsoft Satya Nadella, CEO di Anthropic Dario Amodei, CEO di Google DeepMind Demis Hassabis, CEO di Palantir Alex Karp e direttore finanziario di OpenAI Sarah Friar. Ciò riflette il ruolo centrale dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie dirompenti nei dibattiti di quest'anno.
L'ampliamento dell'elenco dei partecipanti arriva in un momento in cui i rischi globali continuano ad aumentare. Prima del forum, il WEF ha pubblicato un rapporto che identifica il „confronto geoeconomico“ come il più grande rischio globale a breve termine per i prossimi due anni. Questo rischio è salito di otto posizioni rispetto all'anno scorso, l'aumento più forte di qualsiasi altra categoria. Il 18% dei leader intervistati ha dichiarato che questo fattore ha il maggior potenziale di scatenare una crisi globale nel 2026.
Cinque questioni chiave da mettere a fuoco
Sulla base delle risposte fornite da circa 1.300 leader del governo, delle imprese e della società civile, il rapporto avverte che il crescente ricorso a tariffe, sanzioni e altri strumenti economici come mezzo di competizione geopolitica, insieme alla frammentazione delle catene di approvvigionamento e al disaccoppiamento tecnologico, sta esercitando una pressione crescente sull'economia globale e indebolisce la capacità di rispondere collettivamente alle crisi.
In questo contesto, quasi la metà degli intervistati prevede che il contesto globale rimarrà volatile o turbolento nei prossimi due anni, mentre solo una piccola minoranza si aspetta un ritorno a una relativa stabilità. Queste aspettative si riflettono nell'agenda di Davos.
Le discussioni del Forum si concentreranno su cinque questioni chiave: come lavorare insieme in un mondo più competitivo, come sbloccare nuove fonti di crescita, come investire meglio nelle persone, come innovare responsabilmente su scala e come raggiungere la prosperità entro i limiti del pianeta.
Secondo il WEF, i dibattiti si concentreranno meno su principi astratti e più su misure pratiche e orientate alla soluzione, dalla gestione dei rischi geopolitici e dell'incertezza economica all'utilizzo di nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale generativa in modo da promuovere la resilienza, la competitività e la crescita inclusiva.
Anche la dimensione umana della trasformazione sarà un tema importante. Mentre l'industria si trasforma e la tecnologia ridisegna il volto del lavoro, a Davos si discuterà di come i governi e le imprese possano investire meglio nelle persone, rafforzare la resilienza della forza lavoro, sostenere la transizione verso nuove competenze e migliorare la qualità della vita. Allo stesso tempo, i leader si concentreranno sul raggiungimento della prosperità entro i limiti delle risorse del pianeta, ponendo l'accento sulla sicurezza dei sistemi energetici, naturali e idrici.
Il ruolo della Cina sotto i riflettori
Il ruolo della Cina a Davos 2026 è destinato ad attirare particolare attenzione. In un momento in cui la crescita globale rimane sotto pressione, la Cina è ampiamente considerata un fattore chiave di stabilizzazione, grazie all'enfasi sull'innovazione tecnologica e agli sforzi per espandere la domanda interna.
Negli ultimi anni, la Cina ha accelerato la sua riqualificazione industriale e continua a sviluppare una nuova forza manifatturiera di alta qualità, perseguendo al contempo politiche volte a costruire un moderno sistema industriale basato sull'innovazione. Queste includono il potenziamento della ricerca sulle tecnologie chiave, lo sviluppo di un mercato tecnologico nazionale unificato e le riforme per accelerare la commercializzazione dei risultati scientifici.
La Cina ha inoltre identificato settori come i circuiti integrati, i nuovi materiali, l'aerospazio, la biomedicina e l'economia a basso costo come nuovi pilastri della crescita, promuovendo al contempo una più profonda integrazione dell'intelligenza artificiale nella produzione e in altre industrie. Nell'ambito della trasformazione energetica, la Cina rappresenta oggi quasi la metà delle installazioni fotovoltaiche globali e più della metà dei veicoli a nuova energia del mondo circolano sulle strade cinesi.
Huang Yiping, preside della Scuola Nazionale di Sviluppo dell'Università di Pechino, ha dichiarato durante la scorsa estate a Davos che, sebbene la Cina sia rimasta indietro nelle passate rivoluzioni tecnologiche, ha il potenziale per diventare leader nell'ondata di IA grazie al suo vasto mercato di applicazioni. Ha ricordato che la storia dimostra che i maggiori vincitori delle rivoluzioni industriali tendono ad essere coloro che riescono a mettere in pratica le nuove tecnologie in modo rapido ed efficace.
Allo stesso tempo, la Cina sta cercando di attenuare i rischi esterni sostenendo la domanda interna attraverso programmi di scambio di beni di consumo, aggiornamenti di attrezzature su larga scala e politiche fiscali più attive, oltre a una politica monetaria moderatamente accomodante. Per promuovere una crescita di qualità si stanno portando avanti anche riforme strutturali, tra cui quelle che riguardano le aziende di Stato e il mercato unico nazionale.
Oltre all'economia, la Cina dovrebbe ribadire la sua posizione sulla governance globale. Dal 2021, la Cina ha presentato l'Iniziativa per lo sviluppo globale, l'Iniziativa per la sicurezza globale, l'Iniziativa per la civiltà globale e l'Iniziativa per la governance globale, che mirano a promuovere un mondo basato sul rispetto reciproco, sulla prosperità condivisa e sull'apertura.
I leader cinesi hanno ripetutamente affermato che, mentre il mondo entra in un'era di incertezza e transizione interconnessa, la Cina agirà con fermezza come costruttore della pace nel mondo, come contributo alla crescita globale, come difensore dell'ordine internazionale e come sostenitore della cooperazione multilaterale.